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Utente: laMuscia
Avevamo studiato per l’aldilà un fischio, un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo già morti senza saperlo.

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lunedì, 29 gennaio 2007

25

..da beginning of the end..?


postato da: laMuscia alle ore 01:10 | link | commenti (3)
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venerdì, 26 gennaio 2007

dead leaves

Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.

Perchè alla fine ci piace esser nostalgici.


postato da: laMuscia alle ore 23:31 | link | commenti
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giovedì, 25 gennaio 2007

essere donna oggi

Sorellanze ancestrali sviscerate in un silenzio tombale interrotto da singhiozzi strozzati. Minuti scoccano e secondi e lancette si rincorrono e girano vorticose dell'alto del muro intonso. A tentare di dare un fondamento raziocinante all'agire maschio senza trovare soluzione. 
Lacrime come grondaie colanti per una felicità rateizzata.
Storie rovinate dalla stasi, perchè se in secca la nave che solca 20000 leghe sopra e sotto i mari in mille e una notte perde per conseguenza logica attrattiva.
 
Civetteria è donna. Da e per. Sempre.
Lolita è sciacquetta connaturata da spolverare a tempo debito.
Arte, in fondo.
 
Eva scelse allora di dar retta non al suo uomo, non a colui dal quale, fuori e dentro la metafora, prese vita, ma ad un tortuoso animale dalla sembianza fallica.
E come ci si è embriologicamente macchiati di un'onta invisibile, così ci si porta dietro e si tramanda secula seculorum la metà del patrimonio genico della madre peccatrice.
Ma se la specie evolve e la società si migliora, e da allora orde d'uomini si affannano nel superare l'eterna salita, Eva novella pilastro delle sorti del mondo, sinceramente, che colpe ha?
 

postato da: laMuscia alle ore 00:05 | link | commenti (2)
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mercoledì, 24 gennaio 2007

elucubratio

E' molto più semplice far rientrare le novità nella routine. In modo da appiattirle e metterle in sordina fingendo che siano banali.

Alla fine ciò che non importa non può nuocere.

Seppure la politica conservatrice e cautelativa precluda un gran bel po', e mettesi a recitare, forse come da clichè, valga di più che guardare da spettatore una pellicola di cui pensi di prevedere il finale, perchè si procrastina il vile agire della carta da parati?
 
non mi manca niente, non ho niente - tre allegri ragazzi morti

postato da: laMuscia alle ore 23:27 | link | commenti (1)
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lunedì, 22 gennaio 2007

strange days

 

 

"I ricordi sono fatti per svanire"


postato da: laMuscia alle ore 10:16 | link | commenti (3)
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domenica, 14 gennaio 2007

lo(u) sai. primavera tornerà.

Forse, al fine, hai solo bisogno di rimanere nella vasca finchè l'acqua non si raffredda deprivata della temperatura dall'avida bramosia dell'aria ambiente, finchè lo specchio non perde autonomamente quella patina offuscante evanescente di vapori, finchè le dita non sono altro che un cumulo di rughe e la pelle perde la sua consistenza elastica. E di accorgerti che non fa più così caldo, e che galleggiare nel bianco non è come farlo nel mare.

Ho la macchina accesa. Preparati nel più classico e ininfluente ritardo. Aspettiamo in ogni caso. Trombette cappellini coriandoli cicli dei liquidi. In tuo onore.


postato da: laMuscia alle ore 13:42 | link | commenti (5)
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domenica, 07 gennaio 2007

la diga

Sono tutto. Sono in potenza, buon Aristotele, dio e demone, eccellente e pessimo, onnivoro e cachettico. Sono niente. Non esisto. Mediocrità è assimilarsi. Seconda tra due, seconda tra quattro, seconda tra mille. Il podio non è mai mio in fondo.

Nasci nella riproposizione animale dell'amore platonico capace di divenire il meglio e il peggio.

A volte è solo colpa della natura autolesionista insita tra i meandri collagenici del tuo corpo. Dici troppo, dici troppo poco, e ti torna tutto addosso con una potenza e una veemenza tale da schiacciarti.

Il crollo di una diga è un evento spettacolare. Lo guardi dal lato che ti garantisce la salvaguardia dell'essere, e vedi l’impeto di molecole composte di ossigeno e idrogeno che collidono e esplodono e si alzano e fondono e poi cadono, e non puoi fare a meno di rimanere attonita a godertelo. C’è chi invece, al tuo fianco, pensa alla devastazione che porterà al paesottolo a valle. Ai bambini che aspettano babbo natale, alle nonne che intrecciano sedie di vimini sedute su panchine di marmo con la schiena appoggiata al muro rustico delle case a tetto bianco piatto, ai cani con la lingua di fuori che son troppo stanchi e troppo vecchi per nuotare, ai signoroni muscolosi, sudati nelle loro canotte di cotone, un po’ soprappeso e abbronzati che falciano spighe altissime in una distesa giallognola. E non può fare a meno di pensare.

Ti butto addosso il mio essere perfettamente imperfetto, ti affido il mio forziere pieno di giochi e di bolle di sapone. Ti credi sufficientemente adulto per permetterti di aprirlo sporadicamente, divertendoti quasi di nascosto, perché i mocciosi del tuo palazzo hanno iniziato ad usare biciclette senza rotelle, perchè la bambina della porta accanto ha deposto le barbie e ti piace vederla ancheggiare guardandoti, innocentemente subdola, morbosamente viziata.

Vigliacco, pavido, narcisista ostentante, forse solo troppo buono. E ponderante, e tutelante, e rallentato e impaurito con un armadio di maschere da vestire a piacimento.

As is. As me.

Tempra per le nostre ossa, calcio per i nostri muscoli.

matis yahu, close my eyes


postato da: laMuscia alle ore 20:28 | link | commenti (6)
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