So many sheep i quit counting
sleepless and embarrassed about the way that i feel
trying to make mole hills out of mountains
building base camp at the bottom of a really big deal
and did i tell you how i stopped eating?
when you stopped calling me
and i was cramped up shitting rivers for weeks
and pretending that i was finally free
No you can't leave me HERE
now that your back
you'd better stay this time
cause you say the coast is clear
but you say that all the time
E di lei parlerei millenni. Ma ascoltare è molto più che sufficiente.

Si guarda allo specchio, nella sua ultima notte da uomo libero. Un indelebile chiaro cita FUCK YOU! sull'angolo in basso a destra.
“Sì…vaffanculo anche tu - Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori, mi mandano in paranoia le narici…aspiranti terroristi, E RALLENTATE, cazzo! In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano…tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid. In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom. In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale…e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli Italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant’Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un’audizione per I Soprano. In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermes e i loro carciofi di Balducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate…Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete…le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l’è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all’inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell’eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all’inferno. Stronzi cammellieri con l’asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!
In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In culo a Francis Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia…maledetta puttana! In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers. In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No. No... In culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l’hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!”
Quando Red Ronnie acculturava le menti dei giovani ascoltatori che anelavano a pezzi d'arte ed il Roxy Bar era profusore di essenziali mattoni di cultura musicale, quando Mixo in Coloradio Viola passava tutto ciò che nessun altro osava, allora 3 ragazzetti con un accento da triveneto potente suonavano con una maschera a mo' di teschio e giravano i circoli dell'hinterland e non concedevano interviste se non col volto coperto. Parlavano poco, suonavano un buon paio d'ore con accordi elementari, bridge banalotti, repertorio ben eseguito, chitarra basso batteria. E nel cosìdetto Belpaese, forse c'è bisogno di più roba di un calibro così terreno, e così dannatamente elevato.
Va tutto bene, non ti devi preoccupare non per me
mi sono fatta male, ma ho imparato come si fa
occhi sorridenti, una pulita alle braghe
nessuno può volere i soldi che non ho
e i miei sogni sono complicati, ti assicuro quelli no
Va tutto bene, spero davvero anche per te
il tempo è dei peggiori, anche per fingere
impara a cadere presto, perché presto succedrà
e intanto ridere delle cose, che qualche volta ti servirà
But I am a country boy e futuro non ne ho
condivido quest'inferno con te e quando voglio canto