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Avevamo studiato per l’aldilà un fischio, un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo già morti senza saperlo.

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sabato, 07 aprile 2007

c,kd

Tredici giri intorno al sole fa, un paio di giorni fa, moriva colui che non si nomina.
Come un uomo cui hai lasciato il cuore sul comodino, e che girandosi nel sonno l'ha lasciato cadere e dimenticato tra la polvere sotto il letto. Come quello stesso che ti lacera, ma che non smetterai mai di amare, in un qualche morboso masochismo.
Oggi, chissà quanti mille giorni fa, si scopriva l'epifenomeno di uno sparo che squarciò il silenzio, e che nel silenzio rimase per un paio di ventiquattr'ore.
Oggi, allora, un pezzo di mondo rimase shockato, atterrito, perso.
Come si possa devolvere un'intera esistenza ad un icona mai conosciuta è un fatto inspiegabile come le stimmate, e probabilmente altrettanto vero ed altrettanto criticabile.
Migliaia di ottimi dischi che nessuno apprezza, centinaia di singoli eccelsi che MTV non passerà mai. Ricerco, indago, scatole chiuse per caso aperte e amate, aka Horses di Patti che tanto schernivi.
Eppure, nessuno sarà mai in grado di spiazzarti dal primo gradino iridato.
Fatico a pronunciarti, mi rattrista ascoltarti, lutto mai metabolizzato.
Sono una teen ager sconvolta perchè il suo idolo si è fatto forgiare una fede, sono la ragazzetta con vestiti improponibili col sogno infranto di sposare Simon Le Bon.
Sono fedele seguace, della stirpe di chi sul serio ha vissuto di te, di Burroughs e cut up, di Roma, di Diet Grrrrrrl e Daniel Johnston, di Chad Channing e About a Girl, di chi si prefigge un volo intercontinentale solo per porgere saluto ad una pietra verticale, di chi spera che tua figlia possegga parte del tuo sangue infetto e si ricordi quel poco che ha vissuto.
Auguri, per i 40 che non hai mai compiuto.

postato da: laMuscia alle ore 13:41 | link | commenti (12)
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lunedì, 02 aprile 2007

intermission

Di vite ce ne sono mille inserite in una sola. Di volti, persone, amori, vissuti, ce ne sono quantità abnormi rinchiuse in una scatola, aperta per caso mentre si sta facendo altro. L'uomo è artefice del suo destino, forse inconsapevolmente costruiamo nel quotidiano pezzi di un puzzle senza immagini predefinite.
Dove collocare il traguardo che segna il punto di vittoria? Forse non lo sai nemmeno, ma stai camminando, non pretendere onniscienza e presunzione di arrogarti a divinità.
Vivi, vedi.
Segnali, avvisaglie, ricordi, memorie, tutto questo porterà nella direzione giusta. Con la consapevole certezza che la strada si può sbagliare, nulla di più semplice, ma si può anche correggere.
 
Hai nelle tue mani il potere di decidere chi diventare.
 
Dovrei ascoltare più roba, sono in stallo al momento. Dovrei leggere di più. Ho 4 Dylan Dog da finire, mai successo. Ritmi sincopati, deliri pubblici.
 
Vivo.
Tanto la pubblicità arriva quando meno te l'aspetti, nel momento apicale per creare la suspance, mi riposerò allora, prima di ricominciare col secondo tempo.

postato da: laMuscia alle ore 13:24 | link | commenti (4)
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