E poi a volte, semplicemente, ti trovi lontano anni luce da qualsiasi altra forma di vita. Come una boa senza àncore al fondo, che assolve alla stessa funzione di una bottiglia che vaga sul pelo dell’acqua e non ha neanche il fantomatico messaggio.
Co-ndizio-niCli-ma-tiche Che MiRè-ndono Ste-rile.
Nessun uomo è un’isola. Falso. Le isole, gli atolli più piccoli, prima o poi vengono scoperti tutti, ed in men che non si dica le spiagge si colorano di CòCCHIBBèLLI o di esperimenti nucleari, dannata politica coloniale di espansionismo territoriale. Tenti di salvaguardare l’habitat, l’ecosistema, di preservare di custodire, prima o poi tutto viene alla luce, prima o poi ogni isola diventa un punto solitario con coordinate spaziali e colori sul mappamondo. Prima o poi ogni uomo diviene manifesto e riconoscibile per volontà sua o di altri. Sono figlia dell’epoca sbagliata, volevo esser scoperta dal Beagle.
E allora mi dico che basterebbe smettere di pensare. Ma se smettessi di farlo abolirei l’unico privilegio che mi distingue dal regno animale. Tipo che sarei considerabile al pari dei camaleonti, che alla fine sono i peggio paraculi del creato, cambiano a seconda dei comodi loro, mai una posizione/decisione che duri almeno un’ora, e poi checcazzo, roteano gli occhi autonomamente l’uno dall’altro, ma come stai. Al pari di un panda, che è la bestia più bella della terra, al pari di un koala, dagli un dito e non farti prendere il braccio però, perché se ne approfittano e le sciabole di Sandokan al posto dei canini che hanno nelle fauci te le fan mica vedere a National Geo. Al pari del varano di Komodo, l’ultimo discendente dei dinosauri, che si fa voler bene solo per l’albero genealogico (chi potrebbe mai odiare un brontosauro..ha il giga collo lungo..mangia l’erba..dai è super carino..), perché per il resto ha un pH in bocca che neanche i demoni ci vivono, e ti uccide con un’alitata.
Mi sa che da grande faccio l’ornitorinco. Mezza papera, mezzo palmipede, mezzo pesce che fa le uova e alla fine è un mammifero, non si capisce cosa sia. L’unico inconveniente è che chi mi vuol bene inizierebbe a chiamarmi ornitorincoglionita. Un sacco di gente mi vuol bene. Mhm. Forse ho una visione poco reale delle mie amicizie.
Gli individui borderline che non si sa come incasellare son quelli più benvoluti. Forse. E io mi sveglierei col pelo e un becco extra long per seguire le correnti calde dove le risposte non si cercano perché non esistono le domande.

Time rolls As days go by And now I've figured That I ain't gonna last Summer skies Are leaving me behind
So resolve your loving said all I'll be lost when you're gone Blind me from keep Blind me
E quest'album è un capolavoro.
Il cielo si tinse di un grigio che sapeva di tempesta. Quel pesante sapore di pioggia dove si fatica a distinguere le nuvole disposte a strati, dove la terra è coperta da un manto polveroso con qualche flash accessorio che trasuda spavento. Il mare iniziò a ruggire, lo si vedeva da lontano, irrequieto e gravido di palombelle che crescevano d’intensità ad un solo batter di ciglia.
Masse d’acqua informi e sinuose da ogni lato, nella più totale assenza di riferimenti.
Si dibatteva, senza speranza di muoversi di un centimetro, bracciate improduttive e muscoli spezzati. Si vedeva sormontat- da cumuli d’acqua ondeggianti e sinuosi, mostri dai volti angelici.
Prese a sentirsi sempre più preda del panico di non tornare a riva. In fondo poi, in realtà, non se ne curava nemmeno granchè.
Un ultimo annaspare, un ultimo tentare, un’ultima onda si abbattè con la veemenza dell’uccisore sulla sua testa, e d’un tratto un ultimo fiato catapultò nel buio.
Cadde nel mare e sprofondò.
“L’importante nella vita è amare e credere in se stessi”.
COMPETIZIONE = RòBBA TUA, TE LA LASCIO..
Era in sé, ma propriamente sé guardava da una posizione extracorporea. Abolite le percezioni termiche, assente la sensibilità tattile, offuscata la vista. Era un corpo deprivato dallo stimolo a reagire, era un corpo sommerso da un ammontare di acqua salata così pesante da poter uccidere. L’inferno ad un metro dalla sua testa, nel turbinio dei venti e del sale che bruciava, e l’estasi dei sensi e l’atarassia nell’ossigeno progressivamente diminuito. Solo allora si accorse di quanto piacevole fosse quella sensazione di non soffocamento, di non annegamento, di slow motion. Non aveva mai sentito un silenzio tanto pieno, e tanto pacifico.
Fatico a sorridere e non scorgo la luce.
Forse mi hanno solo appeso dai piedi.
A testa in giù.
In galleria.
Chissà come han fatto.
Chissà chi poi.
E chissà perché cazzo.
E torna alla mente quello strafigosissimo nonno cui devo tanto, tutto e più, che mi diceva di temere i pipistrelli. Sarà poi vero che muori se ti fanno la pipì in testa..?
Perchè parola è spesso prosopopea di Superficiale. L'abilità di percepire l'impercettibile genialità contenuta nel singolo va solo stuzzicata. Con un link.
"Ti ho guardato a lungo,
senza pormi domande superflue
e senza aspettarmi rivelazioni,
felice di parlare e di ascoltare"
Bruce Jensen
Cat Power ha un nome equivoco. Se si pensa alle vandalate del KKK che inneggia “white power”, si capisce come “cat” non possa avere un’accezione..mhm..felina, ecco. La prima volta che chiesi a Beth, la mia jam girl di Tallahassee, se la conoscesse, mi rise in faccia e rispose “Is that a dikes’ community?”.
Cat power è una donna attraente, un’ex-groupie grassa che ha acquisito fascino e sicurezza.
Tanto da creare un capolavoro reinterpretando parole di altri. The covers record. Ma folgorata da una tonalità vocale di una cotale suadenza pensi al suo voler celebrare la grandezza di pregressi colossi più che alla presunzione di un risultato migliore con la metà dell’impegno.
E infatti l’immagini dimessa, umile, quasi intimidita. E invece rende giustizia al suo nome, ammalia, graffia, troneggia. Troieggia, più che altro.
La aspettavamo da tempo. Io e Manù.
E se lei obiettiva molto poco causa l’enorme carico emozionale, io rimango con l’amaro in bocca degli inguaribili sognatori, che alla fine però gli occhi son costretti ad aprirli.
“Sophisticated lady
I know you miss the love you lost
Long time ago”
E l’immagine reale comparata all’onirismo non ha la stessa dolcezza di forma e colore.
Un quartetto ben assortito suonava un blues speziato, lei soave diffondeva note in uno spazio affollato al punto giusto agitandosi come un’autistica. Ha solo preteso di folleggiare rombeggiando con il fifty tra i giganti acrobati delle motard, ha solo spinto un po’ troppo.
Fuori luogo, semplicemente. Ma a volte è solo una questione di aspettative.
Discrepanza tra cosa speri che e cosa davvero succede, tra ciò che si dice e ciò che si fa, tra quello che pensi sia il comportamento ideale e quello invece tangibile.
Il peggio è quel sentore deluso derivante dall’errata percezione di credere di conoscere qualcuno.
In potenza siamo tutti serial killer, in potenza siamo tutti vittime innocenti. Il destino lo si sceglie quando sorge il sole sopra la linea sottile che separa la terra dal cielo, chi salvare, come colpire. Cosa essere, al fine.
Mhm..domattina risponderò al nome di Uma Thurman..
Ora, non è per distruggere l'immaginario collettivo. Ma a volte è solo necessario trovare delle risposte. Non sto dicendo che sia proprio un puttanone da gara, ma insomma, tanto gentile e tanto onesta come ce la spacciano, secondo me..mhm..
Quel mattino il sole era alto e i sette nani invidiosissimi come al solito. E non solo del sole, ma anche dei venti perché erano più di loro. (A volte mi faccio paura da sola..). Quando il cielo si tinse d’arancio e gli uccelli smisero di zampettare tra le fronde verdeggianti dei platani tornarono tutti e sette verso la casetta di mattoni chiari e il tetto di paglia. Non temevano che il lupo cattivo potesse soffiarvici sopra “perchè” dicevano “i lupi mangiano i 3 porcellini”.
Fu allora che la trovarono, così per caso. Quel giunonico donnone prosperoso e avvenente con la pelle chiara e i capelli corvini. Un prototipo di Arcuri, solo con un accento meno da borgatara della Fornace. Le dimensioni di lei erano così dannatamente sproporzionate per il mondo in miniatura di loro da sfondare tetto finestre letti e sedie a giorni alterni. Doveva andarsene. Ogni logica che si rispetti vorrebbe che all’unanimità a partire da Brontolo ognuno dei mezz’uomini mandasse vigorosamente a fare in culo quella donna dispensatrice di guai. Se sei alto 60 cm e ti trovi una malafemmina di 168 devi disboscare le foreste per farla accomodare degnamente, e si sa, la donna normale non sa astenersi dal pretendere.
Fatto sta che qui è svelato l’arcano. I nani, quei teneri tappi con le gote arrossate ed i visi paffuti, all’anagrafe hanno quasi varcato i 60 (Cucciolo escluso che è nel mezzo dei 40 e si tiene in forma perché vuol fare il più fico der bigonzo). Barba bianca non mente. E cosa vuole un attempato cuore solitario più di una donna nel fiore degli anni devota e servile e ammiccante? Sì, perché civetteria è donna (potrebbe tranquillamente essere un articolo in Costituzione cumulabile a valenza e verità alla libertà di parola) e se la donzella in causa non avesse flirtato con quei sani braccianti di miniera, nella casetta di mattoni chiari e il tetto di paglia, col cazzo che ci rimaneva.