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Utente: laMuscia
Avevamo studiato per l’aldilà un fischio, un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo già morti senza saperlo.

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martedì, 26 giugno 2007

bertè, per me

Se la luna bussò alle porte del buio, sicuro sicuro non aveva i problemi di vista che ho io. Una porta al buio si riconosce a fatica, se la porta è sua poi, del buio proprio intendo, sarà scura già di suo, e le cose si complicano ulteriormente. Schopenhauer parlava del velo di Maya, quella pseudo apparenza fallace che impedisce all’uomo di vedere la vera essenza delle cose. Una revisitazione dell’antico “di notte tutti i gatti sono bigi”. Io punto cash pesante sul fatto che non vedesse un cazzo pure lui, perché mi basterebbe andare in giro senza lenti per vedere bigie tutte razze animali del mondo. Potrei accarezzare un caimano e dirmi “bùbidibù maialòttolo cane, ma cosa ti han fatto al pelo eh?!” e accorgermi di qualcosa solo una volta deprivata della sensibilità dell’intera mano. O forse anche solo dell’intera mano.

“Il mondo visto dallo spazio sembra un’illusione, un punto poco fermo in preda alla sua rotazione” cantava qualcuno che aveva talento e bravura da vendere. Ma se giro senza occhiali, è un’illusione instabile anche da un balcone qualsiasi, non c’è di certo bisogno di andare dove la gravità si annulla.

 

Se fossi nata con le patate negli occhi avrei vissuto un mondo che ne ingloba altre dozzine di milioni. Avrei poteri quasi soprannaturali ma sarei deficitaria della vista, e non è proprio carino se si pensa ai Paesi del Nord e a tutti i tronchi di pino che contengono. Alberi, chiaro, si parla di alberi. Se fossi nata sordo muta avrei dovuto sopportare tempi duri, la lettura labiale non vale niente se si pensa di poter mettere in bocca alla gente le parole che hai nella testa. Analogamente al guardare un film senza audio,  la storia la si disegna, modella ed articola come si vuole. Il potere di far parlare le situazioni è la stessa sensazione di immortalità che si assume disegnando un fumetto.

Non ho idea di cosa significhi, non son mai stata un’artista del carboncino se si deve esser sinceri. Non so nemmeno se la Pimpa sia un bubbùcane maschio o femmina.

Ma non sapendolo nemmeno riguardo Amanda Lear non mi pongo troppo il problema.

Se fossi nata patata nell’animo, non nei bulbi oculari, avrei potassio nel cuore da vendere, e avrei elettroliti a go-go tanto da poter generare energia. Sarei una potenziale pila.

 

Alla fine siamo tutti porcospini. Freud lo stronzo ha parlato troppo, se fosse stato un affiliato alla camorra o istituzioni paragovernative simili non avrebbe avuto vita facile. Non sarebbe arrivato a 25 anni probabilmente. Il già citato sopra ci ha ricamato sopra, sulla storia dei porcospini di Freud, dicendo che siamo tutti entità munite di aculei sulla schiena. L’inverno tiranno arriva per tutti, chiaro, e il freddo assassino comporta reazione. Ci si avvicina per forza di cose, causa un riflesso incoercibile, e ci si scalda. Fino a che non ci si accorge di farsi del male l’un l’altro. Quindi l’uomo, vive in costante precario equilibrio tra la tensione all’altro e la certezza che prima o poi ne verrà ferito.

Allora mi chiedo: se la mano sulla fiamma non la si mette, perché anche i cavernicoli più ignoranti sapevano, intuivano almeno l’odierno moderno significato del verbo scottarsi, c’è bisogno di farsi forgiare a mo’ di scolapasta dalla corazza dell’altro istrice per capire che ci si fa male?

No.

In medio stat virus, buon Orazio.

 

 

 

La Luna che altera le maree ci guarda dall’alto, bussando dove solo lei sa, e le stelle disegnano uno stradario crittografato a designare i sensi di marcia. Io come Neffa all'epoca dei messaggeri della Dopa aspetto il sole per crogiolarmi sotto l'influsso dei raggi che attivano la vitamina D, e sono felice.


postato da: laMuscia alle ore 02:20 | link | commenti (5)
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domenica, 17 giugno 2007

arr-hobby

 

Ho difficoltà a verbalizzare ciò che non ha fondamento nei limiti netti della ragione.

Ciò che non rientra nell'umano essere spiegabile esula dal mio territorio di competenza.

 

Eppure sogno ad occhi aperti, e vivo tra le nuvole.

Eppure rido da sola per viaggi mentali che implicano cadute dalle scale e bucce di banana. Prevedo sventure accidentali e mi gagro di risa copiose.

E quando arriva il momento di sviscerare qualcosa di serio che scaturisce da altro che è la mente sono un cubo.

Un ipercubo.

Mi perdo tra le mille finestre della costruzione senza venirne a capo, con la sola intenzione di trovarne via d'uscita.

 

E qui mi trovo. 

 

 

La persona ideale esiste. L’uomo o la donna perfetti, tanto adatti da sembrare fatti su misura, cuciti e ricalcati sull’identikit inespresso e sognato esistono, eccome. Devoti, presenti. Quella che si accorge del taglio di capelli millimetricamente diverso, quella che ti guarda da lontano, quella che ha il pensiero più bello, gratuito, impeccabile.

La persona ideale esiste. Ed è quella che ami. Come fosse un consanguineo.

Di quell'amore imprescindibile e inviolabile, dello stesso di cui non ci si sazia da ambo le parti. L'amore fraterno duplicabile all'infinito.

 

Arriva invece l'opposto, l'antitesi.

La persona sconosciuta, il viso tra mille che intravedi. Il volto nuovo e oscuro che non si identifica. La faccia che fa male tanto è schietta, e che fa bene tanto sa essere rinvigorente. Quella che non nota i dettagli, che pesa le minuzie inutili, che non lascia correre, quella che è l'esatto contrario dell'iter canonico da seguire. Quella che mai avresti pensato che, quella che non combacia, quella che è mille volte diversa da te. Quella stessa che sconvolge e porta a camminare sull'acqua.

Allora non sai cosa fare, allora non sai cosa dire.

Certo è chiaro, qui non c'è fratellanza che tenga.

 

"E lei si innamorò come si innamorano tutte le donne intelligenti: come una cretina."

postato da: laMuscia alle ore 02:38 | link | commenti (10)
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sabato, 16 giugno 2007

intimidation

 

E giunse al fine al punto di non ritorno.

Laddove capì di non poter più scendere a compromessi.

Gocce scroscianti si abbattevano veementi sul parabrezza inerme, lei silente guardava chiazze d’acqua piovana informi definire figure astratte e nascondere alla vista il reale.

I sedili traspiravano tabacco arso all’aria, cenere sparsa esplodeva dal posacenere d’acciaio.

Tuoni in successione interrompevano i pensieri.

Nel grigio dell’abitacolo le lacrime chiedevano libertà, tratteneva singhiozzi in nome di una fortezza presunta o pretesa.

 

Allora decise di partire.

 


postato da: laMuscia alle ore 13:27 | link | commenti (1)
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giovedì, 07 giugno 2007

when harry met sally

"Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un'ora a ordinare un sandwiches. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te, sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perchè mi sento solo, e non è perchè è la notte di Capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile".


postato da: laMuscia alle ore 11:28 | link | commenti (13)
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sabato, 02 giugno 2007

debris

Il principe azzurro salva la principessa dal drago. E vissero per sempre felici e contenti. Il problema reale, in tutto questo cumulo di troiate propinateci da ragazzini da genitori con intenti -si spera- benevolenti, è che nessuno ha mai seriamente definito la quantità effettiva del “PER SEMPRE” in questione.

Per sempre è quanto basta per morire con l’amato\a, per sempre è quanto basta perché l’ennesima fiamma si spenga, per sempre è quanto basta per potersi definire anche solo per un attimo felici.

Per sempre è quanto di più relativo ci possa essere. Giorni mesi anni nelle più variegate combinazioni.

Barbie per antonomasia è sta figa dal corpo statuario e voluttuoso che sta con Ken. C’è una tale Skipper che forse è sua figlia, forse la nipote, non si è mai capito, e sto corteo di amiche multirazziali, tutte con una notevole quarta e uno stacco di gamba di 120 cm. Poi camper case piscine cose storie. Ok. Ora, ci fanno credere che la coppia perfetta sia formata da lui e lei. Ma se le amiche fossero ex, amanti, ex amanti di lui? Come posso credere che 3 donne con un tronco di pino da spartirsi siano l’emblema della solidarietà femminile? E l’eterna adolescente che non cresce mai e mantiene seni mediocri vita natural durante, chi mi dice che segretamente non sia una Lolita impertinente che desideri e brami l’uomo della ipotetica sorella maggiore?

 

Crimescene

 

Il castello incantato di sgretola e i resti del corpi rinvenuti sono dilaniati dalle macerie.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il male.

Lui si sposa tra due mesi e frequenta una ragazzina. Direi che la cosa è quanto meno scorretta a chi di dovere, ma non lo faccio, agisco nel male. Non nel mare. Lei dice di progetti sul possibile futuro immobiliare ma fa solo la seduttrice che illude. Lei dice di amare uno e fa peripezie per vedere un altro. Lui dice di indossare vesti ecclesiali e porta un nome altisonante e fa da baluardo alla lobby che si fotte innocenti creduloni e credenti. Ipocrisia. Dilagante e diffusa.

 

Alla fine, si sa, il colpevole è sempre il maggiordomo.

 


postato da: laMuscia alle ore 02:01 | link | commenti (11)
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