
L’astensione mediatica protratta fa bene. Indubbiamente sì.
Lui la bacia e lei, che ci sta in maniera plateale almeno dalla fine del primo tempo, dice “Cosa fai?”.
Una banalità più grande avrebbe potuto dirla solo un’altra donna. Pesco? Corro i 100 metri con protesi in fibre di vetro e carbonio? Controsoffitto il salotto? O eravamo sul bus e il pulmanaro ha frenato di colpo causa spaventosa quinta in vista e io e te eravamo per caso uno in fronte all’altro, o la mia faccia si è incidentata alla tua perché io ho una placca nella testa e tu l’apparecchio e le polarità diverse funzionano da calamita, o ci sto provando, testa di cazzo. Sappiamo riempirci la bocca di troiate con una capacità innata. Si meritava una testata che la lasciasse tramortita al suolo con epistassi massiva.
E invece no.
Lui risponde con una delle frasi più belle del cinema: “Pongo fine alla nostra amicizia”.
E lei si innamorò come fanno tutte le donne intelligenti. Come una cretina.
Mondi perfetti propinati in mondovisione con una glassa colorata ed un carico glucidico che non caria lo smalto dentario. I paradossi. L’agrodolce fastidioso che rimane sul palato è realizzare che una pellicola non si può vivere, che il quotidiano non finisce entro circa 2 ore con casting e titoli di coda, che l’unico copione esistente è il canovaccio di Goldoni, e tutto il resto è caso.
È tutto un gran rincorrersi di eventi, Natale è alle porte e l’incombenza del regalo come ogni mandatorio anno si fa sentire. E come ogni mandatorio anno sono impreparata.
Si stava meglio quando si stava peggio, mai ci fu verità più assoluta.
Quando regalare una cassa di clementine significava essere il più fico der bigonzo, quando 4 kg di farina erano emblema di vassallo benevolente, quando una sciarpa fatta a mano era quanto di più prezioso esistesse. Adesso coi camionari in sciopero le arance ti costano più di un Trilogy, la farina se non è cocaina non la vuole neanche zia Stella che sverna a Gambarie, e l’arte del tricot l’ho imparata troppo tardi e mia nonna è morta troppo presto perché andassi oltre la presina da cucina.
La seconda metà di Dicembre genera nervosismo, ma COME D'INCANTO passerà.