
Occhi di gatto è l’inizio della fine.
Occhi di gatto è il paradigma della società odierna, e in qualche modo è lungimirante, perché se ci si pensa, ci si possono ritrovare un sacco di maschere di oggigiorno.
Tutte le femminucce nate a cavallo degli anni Ottanta lo guardavano con passione, e si immedesimavano nel trio di ladre più sexy della tivì senza capire che, in fondo, era quasi un manga coi connotati del porno soft. E ci si giocava nei corridoi delle materne senza capire che ‘ste 3 gnotte se la menano tanto, ma alla fine sono delle terroriste alla stregua di Provenzano.
Tati è l’eterna 15enne senza possibilità di crescere. Ha un nome da ritardo mentale e l’abilità informatica per cui sarà sempre ritenuta quella da cui copiare i compiti, ma di certo non quella con cui provarci. Anche perché dalla prima all’ultima puntata mantiene un taglio da Giletti che di certo non le fa da ottimale biglietto da visita.
Kelly è la Venere della famiglia. Una gran donna con forme invidiabili ed un sex appeal da far gola a Moana, un neo al lato buccale che nemmeno il miglior truccatore potrà mai riprodurre, un decolletè e un labbro rosso da stupro. Peccato che abbia la fazza non liftata della 40nt’enne surclassata dalla sgallettata di 20, e quindi non è strano vedere che non becca mai niente. E per questo, a posteriori, secondo me un po’ in scazzo con la sorella è, eddai.
Sheila è il prototipo della sciacquetta di provincia, la menosa della classe per intenderci. Bella ma neanche troppo, intelligente ma meno delle sorelle, sì carina nel complesso ma con quei ciuffi davanti alle orecchie che solo una un po’ babba può ostinarsi a portare.
E come da copione, quella scialba, insipida, la velina del fumetto animato, è l’unica con un uomo a fianco. Poi ci si chiede perché i provini per il Grande Fratello li fanno in milioni di milioni di orde di minchioni impazziti. Uomo, poi, un tipo insomma. Matthew. E qui arriva il caos, dai. Perché ora sì, i bambini saranno anche innocenti frugoletti che vivono di favole, ma farli passare per totali rincoglioniti senza cervello no, mi oppongo.
Matthew.
Che è sto coglione che sta con una che sembra l’ereditiera di Rockefeller ma lavora in una caffetteria. Sì, sarà pur di proprietà ma lui è sempre e solo l’unico cliente. Ma un bilancio, un 740, uno scontrino…mai, niente, effàttela una domanda ogni tanto. Ha un capo che lo odia, e questo può essere un problema di tanti, ma a lui probabilmente lo odia anche sua madre tanto è scemo. Perché non gli puoi dire nient’altro. Mai un colpo di genio in decine e decine di puntate. Ma redimilo una volta, una sola, il tuo personaggio, fa’ finta di essere brillante una volta. Il suo lavoro è cercare 3 ladre no, che sono uguale per profilo alle 3 tipelle che vede TUTTI i sacrosanti giorni. Già, che sono anni che non chiappi un incarico diverso, potresti chiederti qualcosa sull’andamento della tua vita, ma poi, che ‘sto trio ti scappa da sotto gli occhi ogni volta col volto SCOPERTO e le poppe pure.. Ma prova a distogliere lo sguardo da quella tutina e guarda in faccia la realtà, ma falli due conti, tesht’i cazzu. Cornuto e mazziato, e gli sta pure bene.
