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Utente: laMuscia
Avevamo studiato per l’aldilà un fischio, un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo già morti senza saperlo.

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lunedì, 20 ottobre 2008

speechless

e a volte poi, semplicemente, di parole non ce n’è più. è come se cadessero dal cielo pianoforti e casseforti e pezzi di soffitto. tutti insieme, ma in maniera tale che si riconosca distintamente ogni macigno in discesa libera. sulla testa. e quindi ti ritrovi così schiacciato per terra che non c’è nemmeno più aria nelle gote, nei visceri cavi, nei polmoni, ogni millimetro cubo libero si comprime. densi e velenosi, mercurio che schizza dal termometro rotto. come quando Hanna & Barbera facevano schiantare i personaggi contro quella cazzo di galleria finta, che poi era un muro dipinto. e noi coglioni, a stupirci ogni volta. in un secondo, gatto cane vikingo o marziano che fosse, da corridore folle si trasformava in un tondino, deforme come pongo, di forma simil pizza, sul fondo nero di un tunnel fittizio. decadeva al suolo, in un tripudio di colori, tintinnava, roteava, moneta senza riposo, e poi si fermava.

postato da: laMuscia alle ore 23:32 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    20 Ottobre 2008 - 23:45
 
peccato.
Un abbraccio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dande

#2    26 Ottobre 2008 - 14:26
 
me li ricordo quei cartoni animati, mi ricordo i personaggi farsi monetina e roteare per terra fino a fermarsi, però mi ricordo anche che subito dopo si rialzavano e ricominciavano...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mryasha

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